Purtroppo può capitare che marito e moglie, dopo aver condiviso molti anni insieme, decidano di intraprendere strade diverse e, così, di separarsi. Questo può accadere per svariati motivi, ad esempio perché la convivenza è diventata intollerabile oppure perché non si va d’accordo sull’educazione dei figli. Quando il matrimonio vive una fase di crisi, spesso ci si domanda quale sia il miglior modo per affrontare la separazione. Ciò non solo dal punto di vista emotivo, ma, soprattutto, sotto il profilo pratico, specie in presenza di figli. Ecco perché separarsi dal coniuge rappresenta una decisione molto complessa e delicata per una coppia sposata. Essa, in particolare, richiede una comprensione approfondita dei vari percorsi che si può intraprendere. In questo articolo, ti aiuterò a capire quali sono le principali differenze tra separazione giudiziale e separazione consensuale, fornendo una guida sulle diverse procedure previste dalla legge.
La separazione legale dei coniugi: di cosa stiamo parlando?
L’art. 150 del codice civile ammette la separazione personale dei coniugi, ma nel concreto di cosa si tratta? Prima di tutto, è bene ricordare che la separazione è la situazione in cui la coppia non pone fine al matrimonio, ma ne attenua soltanto alcuni effetti. Ad esempio, dopo la separazione viene meno l’obbligo di coabitazione dei coniugi. Permangono, invece, gli obblighi di reciproca collaborazione e assistenza, con riferimento alle esigenze dei figli e/o del coniuge più debole. Da tale decisione possono poi derivare il divorzio oppure una riconciliazione della coppia.
In particolare, l’ordinamento italiano precisa che “la separazione può essere giudiziale o consensuale”. Pertanto, nei prossimi paragrafi vedremo che cosa si intende con separazione giudiziale e separazione consensuale. Vedremo inoltre quali sono le principali differenze che contraddistinguono i due istituti.
La separazione giudiziale: rivolgersi al Tribunale per trovare un nuovo equilibrio
La separazione giudiziale è un procedimento contenzioso con cui un coniuge si rivolge al Giudice per ottenere un provvedimento di separazione dal marito o dalla moglie. Attraverso tale provvedimento sono regolati i rapporti dei coniugi, sia personali che patrimoniali, e gli stessi sono autorizzati a vivere separatamente. Si tratta di un’opzione che è bene prendere in considerazione in caso di forte conflittualità nella coppia, cioè quando non è possibile raggiungere i coniugi non riesco a raggiungere un accordo amichevole fra loro. Questo può avvenire soprattutto in presenza di questioni complesse da risolvere, come ad esempio la custodia dei figli o la divisione dei beni.
Qual è la procedura da seguire in caso di separazione giudiziale?
Con la separazione giudiziale si instaura un vero e proprio processo dinanzi al Giudice,. Esso prevede diverse fasi:
1) Presentazione della domanda: Un coniuge, assistito da un avvocato, presenta al Tribunale competente un ricorso contenente la domanda di separazione giudiziale. Si tratta del primo passo per instaurare il procedimento di separazione. Il ricorso presentato deve contenere informazioni dettagliate sulle parti, sulla situazione familiare e sui fatti che hanno spinto a presentare la domanda, inclusi i motivi della separazione. Esso, inoltre, deve già indicare tutti i mezzi di prova di cui ci si vorrà avvalere per ottenere una pronuncia di separazione. Si tratta di un passaggio molto importante. Infatti, in assenza di tale indicazione, sarà preclusa alla parte la possibilità di presentare prove nelle altre fasi del giudizio. In presenza di figli, infine, alla domanda presentata deve essere allegata tutta una serie di documenti – previsti per legge – relativi alla situazione patrimoniale del coniuge ricorrente.
2) Udienza di comparizione della parti: una volta depositato il ricorso contenente la domanda di separazione giudiziale, il Giudice fissa un’udienza di comparizione della parti. Nel frattempo anche all’altro coniuge – detto convenuto – è concesso un termine per costituirsi in giudizio e depositare, tramite il suo avvocato, le proprie difese. All’udienza, le parti devono comparire personalmente davanti al Giudice, il quale tenterà sempre una conciliazione fra loro. Tuttavia, il procedimento di separazione giudiziale non si esaurisce con una sola udienza. Terminata questa prima fase, infatti, il Giudice predisporrà il calendario del processo, fissando le successive udienze e le scadenze da rispettare.
3) Ulteriori difese: prima dell’udienza di comparizione, alle parti è data la possibilità di presentare ulteriori memorie, per prendere specifica posizione sui fatti e sulle circostanze allegate dalla controparte.
4) Provvedimenti del Giudice: nel corso del processo, il Giudice può adottare provvedimenti temporanei e urgenti, anche senza aver previamente sentito la controparte. Questo può accadere, ad esempio, in caso di pregiudizio imminente od irreparabile per i figli e/o il coniuge più debole. Solo al termine del processo, invece, il Giudice adotterà la sentenza di separazione giudiziale dei coniugi. Sarà questo provvedimento a regolare gli interessi personali e patrimoniali della coppia, secondo quanto emerso dalla rispettive difese portate in giudizio.
La separazione consensuale: il procedimento ex art. 473bis.51 c.p.c.
Invece, quando i coniugi hanno posto fine alla loro unione in maniera amichevole, la coppia può procedere con una separazione consensuale. Si tratta di un procedimento con il quale i coniugi sottoscrivono congiuntamente il medesimo ricorso, precisando tutte le condizioni della separazione. In questo procedimento le parti possono essere assistite anche dallo stesso avvocato. L’accordo raggiunto dai coniugi, tuttavia, diviene efficace solo dopo una verifica da parte del Giudice. Per questo sarà comunque necessario instaurare un procedimento dinanzi a quest’ultimo. In particolare, il Tribunale verificherà che l’intesa non contrasti con norme inderogabili, specie in presenza di figli minorenni o maggiorenni non ancora economicamente indipendenti. Anche in caso di separazione consensuale, i coniugi devono rivolgersi al Giudice competente, presentando tutta la documentazione richiesta dalla legge per regolare i loro rapporti familiari e patrimoniali. Diversamente da quella giudiziale, però, la separazione consensuale prevede tempi tendenzialmente più brevi. Spesso infatti si esaurisce con una sola udienza, alla quale, se i coniugi ne fanno esplicita richiesta, non è nemmeno necessario comparire personalmente.
Separazione giudiziale vs. separazione consensuale: quale procedura instaurare?
In sintesi, diversi sono i vantaggi derivanti da una separazione consensuale rispetto a una separazione giudiziale. Ad esempio, tempi del procedimento più brevi, costi meno incisivi e possibilità per i coniugi di condurre autonomamente gli accordi. Inoltre, in caso di separazione consensuale la carica emotiva sarà molto inferiore rispetto a quella che potrebbe derivare da una separazione giudiziale. Naturalmente, la scelta tra separazione giudiziale e separazione consensuale dipende sempre dalle circostanze specifiche della coppia. Per questo, entrambe le opzioni possono fornire soluzioni equilibrate. È fondamentale tuttavia consultare un avvocato esperto in diritto di famiglia per districarsi tra i le diverse procedure previste dalla legge. Questo anche per assicurarsi che i diritti e gli interessi di entrambi i coniugi siano tutelati nel migliore dei modi. Nel mio studio legale a Udine mi impegno a valutare insieme al cliente prima di tutto la fattibilità di una separazione consensuale. Tuttavia, quando l’accordo non è possibile a causa della eccessiva conflittualità fra i coniugi, propongo di procedere con una separazione giudiziale. Se non sai quale sia il percorso più adatto alle tue esigenze e stai cercando un avvocato familiarista che possa guidarti tra i diversi procedimenti, contattami. Sarò lieta di offrirti il mio supporto.